{"id":1671,"date":"2013-12-04T17:22:18","date_gmt":"2013-12-04T16:22:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andarpersassi.it\/?p=1671#content"},"modified":"2020-04-13T15:47:33","modified_gmt":"2020-04-13T13:47:33","slug":"rocce-e-incisioni-rupestri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andarpersassi.it\/rocce-e-incisioni-rupestri\/#content","title":{"rendered":"Rocce e incisioni rupestri"},"content":{"rendered":"
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1. Roccia a coppelle in un villaggio del Mustang (Nepal).<\/p><\/div>\n

Poche tracce umane sono sfuggenti quanto le incisioni rupestri. Chi le fa non lascia DNA, ha garantito l\u2019anonimato. La loro diffusione \u00e8 universale ma nel dettaglio imprevedibile. Il loro supporto, la pietra, \u00e8 eterno su scala umana: il tempo viene appiattito e le cronologie appaiono indistinguibili. I segni sono per lo pi\u00f9 semplici ed universali, difficile ricondurli ad uno stile o ad una civilt\u00e0, arduo legarli ad una funzione sociale o ad uno scopo razionale.<\/p>\n

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\"2.<\/a>

2. Raffigurazione di un pugnale nella Vall\u00e9e des Merveilles.<\/p><\/div>\n

Nei grandi \u201cparchi\u201d alpini delle incisioni, e cio\u00e8 attorno al Monte Bego e in Valcamonica, alcune incisioni pi\u00f9 figurative forniscono riferimenti cronologici, come la raffigurazione del pugnale di Remedello che risale al periodo a cavallo del terzo millennio a. C. Altre figure richiamano attivit\u00e0 fondamentali per le comunit\u00e0, come la caccia o l\u2019aratura. Pochi altri segnali \u201cumanizzano\u201d le incisioni rupestri. Scarse anche le contestualizzazioni, per le quali inoltre si raccomanda cautela, come la lastra con coppelle di una tomba a Saint Martin de Corl\u00e9ans (Aosta). Sospette, anche se meglio databili, le incisioni a soggetto religioso cristiano. Numerose, ma intriganti per la sorprendente continuit\u00e0, le datazioni esplicite agli ultimi secoli. Insomma, ci sono incisioni antiche e incisioni meno antiche, pi\u00f9 recenti o recentissime. N\u00e9 delle une n\u00e9 delle altre si afferra con sicurezza il senso, che di volta in volta sembra spaziare dall\u2019intenso messaggio ancestrale al gesto noncurante dettato dalla noia, e forse sono veri entrambi.<\/p>\n

\"3.<\/a>

3. Incisione recente su una lastra dell’Unit\u00e0 Sion-Courmayeur a Morgex.<\/p><\/div>\n

Infine, \u00e8 da notare che le rocce incise si trovano con una certa frequenza in posizione panoramicamente dominante, come se l\u2019autore stesse sorvegliando un territorio, una mandria, un gregge. Altre concentrazioni, secondo le zone, si trovano nei villaggi.<\/p>\n

In questo desolante (o stimolante?) deserto di certezze e di riferimenti vale forse la pena di avere almeno ben chiaro come variano le tipologie delle incisioni in funzione di alcuni dati tecnici, in particolare la natura della roccia. Va da s\u00e9 che, per qualsiasi tipo di roccia, il supporto non deve essere troppo fratturato n\u00e9 troppo degradabile per scistosit\u00e0. Inoltre, il segno sar\u00e0 tanto pi\u00f9 nitido quanto pi\u00f9 fine sar\u00e0 la grana della roccia, cio\u00e8 la dimensione dei suoi aggregati cristallini. Infine, conoscendo la durezza della roccia, possiamo assegnare l’incisione, a seconda della sua profondit\u00e0 e accuratezza, ad un dato livello nella scala dell'”impegno” che l’autore vi ha profuso: ci\u00f2 pu\u00f2 aiutare a distinguere segni casuali o noncuranti da messaggi fortemente voluti. Senza la pretesa di essere sistematici, e con riferimento ad un largo settore dell\u2019area valdostana, passiamo dunque in rassegna i principali tipi di roccia in rapporto alla loro suscettibilit\u00e0 ad essere supporto di incisioni rupestri.<\/p>\n

\"4.<\/a>

4. Incisioni lineari con microcoppelle su serpentinite ad Antey.<\/p><\/div>\n

\u00a0 Serpentiniti<\/h3>\n

Ospitano le pi\u00f9 significative (o discusse?) incisioni valdostane, per cui vale la pena soffermarvisi un po\u2019. Su questo supporto sono presenti, ma non prevalenti, le opere in tre dimensioni come le coppelle. Sono possibili segni lineari, che vengono praticati di solito su superfici strutturali determinate dalla giacitura concordante delle lamelle cristalline di cui il minerale antigorite \u00e8 costituito. Ma la tipologia pi\u00f9 interessante di incisioni su questo supporto viene praticata a martellina su due tipi di superfici: i rilievi levigati dall\u2019abrasione glaciale, e gli specchi di faglia.<\/p>\n

\"5.<\/a>

5. Incisione complessa su dosso glaciale in serpentinite.<\/p><\/div>\n

Nel caso dell\u2019abrasione glaciale, la serpentinite a dossi \u201cmontonati\u201d presenta generalmente una superficie scabra, sovente fascicolata per la troncatura erosiva di pieghe polifasiche; ma le gobbe rocciose localmente si addolciscono in levigature pi\u00f9 fini, in croste lisce, in taglienti meandri di imprevedibili modellamenti subglaciali. Su queste superfici ancora ruvide ma meglio lisciate s\u2019iscrive il sorprendente complesso a martellina appena scoperto (2014) nella zona delle Gole di Montjovet. Alla luce radente del sole mattutino, la roccia permette di ammirare un addensamento nitido ed armonico di spesse linee, tratteggi, parabole affiancate, solcato da antiche fratture (che sembrano posteriori \u2013 in questo caso l\u2019et\u00e0 minima dei segni sarebbe forse determinabile), e varie figure di animali alpestri.<\/p>\n

\"6.<\/a>

6. Cerchi concentrici su specchio di faglia in serpentinite.<\/p><\/div>\n

Nel caso dello specchio di faglia, la roccia \u00e8 piatta, generalmente inclinata ad almeno 60\u00b0-70\u00b0. Nell\u2019esempio che prendiamo nella stessa zona, oltre a varie piccole coppelle, la superficie porta un vasto repertorio di forme geometriche tra cui almeno cinque belle figure a cerchi concentrici.<\/p>\n

In entrambi i casi la patina rosso-ocracea che si forma su alcune serpentiniti esposte agli agenti atmosferici ricopre le parti da lungo tempo affioranti, mentre la pietra verde appare perfettamente nelle parti dissotterrate da poco.<\/p>\n

L\u2019assenza o rarit\u00e0 di licheni su serpentinite pu\u00f2 essere dovuta alla scarsa presa degli ancoraggi vegetali sulla liscia superficie delle lamelle cristalline (cause fisiche) o alla tossicit\u00e0 dei minerali componenti (cause chimiche). Sui serpentinoscisti tale mancanza pu\u00f2 essere imputata a sfarinamento o desquamazione della roccia.<\/p>\n

\"7.<\/a>

7. Letto in clorite entro serpentinite, inciso a coppelle e solchi. Geosito Ponte Romano Tsailleun, Saint-Vincent.<\/p><\/div>\n

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Clorititi<\/h3>\n

Il gran piastrone di serpentinite che affiora a sud della faglia Aosta-Ranzola \u00e8 localmente solcato da una pi\u00f9 o meno fitta rete di sottili bande argentee, che in alcuni casi fortunati racchiudono a loro volta variopinte mineralizzazioni a silicati di calcio (granato, vesuviana, diopside, epidoto, ecc.). Si tratta in genere di vene o lenticelle di clorite, a lamelle submillimetriche, schiacciate nella scistosit\u00e0 della serpentinite: costituiscono una fascia di debolezza nella roccia lungo la quale essa si spacca e si espone con frequenza. Su queste superfici fini e tenere, sovente spesse pochi centimetri, l\u2019incisione \u00e8 facile e permette tutte le tipologie di disegno. Vi troviamo vaste variet\u00e0 di segni lineari, coppelle e non di rado, ove lo spessore lo consente, cavatura di blocchi e cilindri per lavori ulteriori: mortai, bacini, macine, lastre e quant\u2019altro. In questi casi la roccia viene indicata tradizionalmente come pietra ollare, anche se la composizione (oltre 90 % di clorite) differisce da quella dei luoghi ove il termine \u00e8 stato coniato.<\/p>\n

\"8.<\/a>

8. Incisioni a carattere religioso su clorite. Lac Couvert, Issogne.<\/p><\/div>\n

Questo litotipo consente una grande precisione di dettaglio, per cui vi sono tipiche fra l\u2019altro le microcoppelle, forma di transizione fra disegno lineare sul piano e scultura in tre dimensioni. Su queste superfici troviamo anche la maggior parte delle poche espressioni figurative della regione, in genere animali o rappresentazioni sacre.<\/p>\n

D\u2019altra parte, questo \u00e8 il supporto che attira maggiormente le esternazioni dei contemporanei, e risulta vulnerabile a frizioni anche leggere. Nelle opere a tre dimensioni, infatti, non resistono spigoli taglienti.<\/p>\n

In molti casi anche la scarsit\u00e0 di lichene fa pensare che le superfici nel tempo siano soggette a degrado o sfarinamento; per\u00f2 esistono vaste zone a cloritite coperte da licheni (Lac Couvert), e d\u2019altronde le vene cloritiche non appaiono pi\u00f9 erose delle serpentiniti incassanti.<\/p>\n

\"9.<\/a>

9. Gruppo di coppelle su roccia anfibolitica affiorante e levigata dal ghiacciaio quaternario.<\/p><\/div>\n

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Anfiboliti<\/h3>\n

Trattasi di una roccia densa, sovente scura o verdastra per minutissimi aghetti lucenti, a volte verde chiaro picchiettata o meno di bianco-latte (prasinite), generalmente priva di patina. Salvo eccezioni, la superficie non \u00e8 lucidabile e fa resistenza allo scorrimento anche senza essere ruvida. L\u2019impasto presenta una grana media o medio-fine ben pi\u00f9 tenace della clorite, per cui l\u2019incisione, ancora abbastanza precisa, risulta soprattutto molto pi\u00f9 duratura. Il segno non \u00e8 quasi mai puramente lineare ma croci, solchi e canalette devono essere incisi con un certo approfondimento tridimensionale. La coppella \u00e8 qui il segno pi\u00f9 diffuso, praticata sia con strumento litico e movimento rotatorio che con scalpello metallico.<\/p>\n

\"10.<\/a>

10. Tracciati concentrici su masso di anfibolite in detrito (Montjovet).<\/p><\/div>\n

Il catalogo delle incisioni su anfibolite \u00e8 dei pi\u00f9 vasti: vi si annoverano tracciati concentrici, segni vulvari, \u201cbabaciu\u201d caricaturali, oltre ai segni usuali. In ambito alpino nord-occidentale, si tratta indubbiamente del supporto pi\u00f9 efficace nel trasmetterci i segni fedelmente come sono usciti dalla mano dell\u2019autore; si tratta anche del materiale che permette all\u2019autore pi\u00f9 scelte nelle tipologie espressive, nella appariscenza e nella durata dell\u2019opera. All\u2019opposto dei due casi precedenti, l\u2019anfibolite \u00e8 assai stabile rispetto agli agenti atmosferici, per cui difficilmente si degrada per sfregamento o dissoluzione, restando appena sensibile alla crioclasi. Anche per questa sua stabilit\u00e0 superficiale, l\u2019anfibolite si copre facilmente di licheni, particolarmente dei generi acidofili Rhyzocarpon<\/em> e Aspicilia<\/em>.<\/p>\n

\"11.<\/a>

11. La superficie manomessa della Barma di Valtournenche mostra ancora qualche incisione su anfibolite alterata.<\/p><\/div>\n

Smentendo tutto quanto appena detto, la pi\u00f9 importante incisione valdostana su anfibolite, quella della Barma in Valtournenche, \u00e8 invece tracciata su una superficie alterata e priva di licheni. E non \u00e8 tutto: la roccia anfibolitica, soprattutto se sottoposta ad abrasione glaciale, pu\u00f2 erodersi spontaneamente in cavit\u00e0 molto pronunciate dette tafoni, a volte difficili da distinguere dai manufatti. Il tafone \u201cclassico\u201d di solito si forma su pareti molto inclinate e, contrariamente alla coppella, ha una sezione \u201ca botte\u201d, ha cio\u00e8 un diametro maggiore all\u2019interno rispetto all\u2019orifizio; ma non tutti i tafoni risultano ben riusciti…<\/p>\n

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\"12.<\/a>

12. Lastra in calcescisto con coppelle presso Vencor\u00e8re, Verrayes.<\/p><\/div>\n

Calcescisti<\/h3>\n

La coppella su calcescisto \u00e8 assai diffusa nella media e alta Valle d\u2019Aosta, anche dove tale litotipo affiora su minori estensioni rispetto ad altre rocce. Come per la cloritite, l\u2019impressione \u00e8 che la cedevolezza del materiale stimoli l\u2019incisione, eventualmente a scapito della durata e, in qualche caso, della qualit\u00e0. In genere non abbondano le forme lineari, che vengono per lo pi\u00f9 tracciate a solchi piuttosto spessi e profondi.<\/p>\n

Le rocce metamorfiche derivate da sedimenti, come i calcescisti, sono tipicamente molto varie nella composizione, nella tessitura e nell\u2019aspetto anche all\u2019interno di una stessa massa rocciosa. Possiamo dunque scartare subito i calcescisti pi\u00f9 scistosi (ricchi di mica) e corrosi (dissoluzione di carbonati, essudati di quarzo), sui quali ben difficilmente le incisioni riescono in modo soddisfacente n\u00e9 si mantengono a lungo. Invece, man mano che la miscela di calcare e di silicati si impasta meglio, dando un prodotto pi\u00f9 fine, omogeneo e compatto, la roccia presenta sempre pi\u00f9 il giusto equilibrio tra tenacia e lavorabilit\u00e0, e vi possiamo trovare pregevoli incisioni.<\/p>\n

\"13.<\/a>

13. Piccolo dosso marmoreo inciso a coppelle al Colle di Nazte (Verr\u00e8s).<\/p><\/div>\n

Quando poi la componente marmorea, a grana fine ed omogenea, \u00e8 predominante, queste rocce vengono anche scolpite ed inserite nelle architetture nobili, come le bifore o gli archi dei castelli. Ma gi\u00e0 in epoca megalitica a Saint Martin de Corl\u00e9ans era il calcescisto, in senso lato, la roccia preferita per le stele e le lastre tombali, con 11 esemplari su 15 compresa la lastra a coppelle. Ed anche qui, le lastre meglio composte di materiale fine marmoreo sfoggiano una lavorazione minuta e precisa su vaste superfici.<\/p>\n

Alcuni affioramenti di calcescisto marmoreo in Valle d\u2019Aosta ospitano gruppi di coppelle grandi e regolari (Colle di Natse, Petit-Hoel in Comune di Montjovet…), ma cavit\u00e0 simili si formano anche naturalmente per dissoluzione del carbonato (ad esempio lungo il Ru Chandianaz in Comune di Saint-Denis), e la distinzione non \u00e8 sempre facile.<\/p>\n

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\"14.<\/a>

14. Masso coppellato in micascisto eclogitico a Pesse inf. (Perloz).<\/p><\/div>\n

Micascisti e gneiss<\/h3>\n

Molto diversificate sono anche queste rocce, soprattutto a causa dei diversi stadi di metamorfismo raggiunti da una stessa crosta continentale. Al bordo della pianura canavesana troviamo i micascisti eclogitici a mica bianca e quarzo con rutilo, giadeite, granato, glaucofane, carbonato e lenti di marmo, oltre a grandi nuclei basici di cui si dir\u00e0 pi\u00f9 sotto. Proseguendo verso l\u2019asse della catena alpina tali rocce si trasformano gradualmente in gneiss a quarzo e plagioclasio con clorite, mica e calcefiri. Altri micascisti e gneiss affiorano tra Ruitor e Gran San Bernardo, anche qui inglobanti nuclei basici ad anfibolo verde. Quasi tutte queste rocce ospitano incisioni rupestri.<\/p>\n

\"15.<\/a>

15. Incisione balestriforme su metagranitoide a Machaby (Arnad).<\/p><\/div>\n

Anche qui, come per le anfiboliti ed i calcescisti, la precisione del segno dipende dalla grana della roccia, che \u00e8 generalmente pi\u00f9 grossolana nel caso dei micascisti e pi\u00f9 fine nel caso degli gneiss minuti. Data comunque l\u2019abbondanza del quarzo, la roccia \u00e8 assai tenace ed il segno duraturo. La patina \u00e8 limitata ad alcuni casi particolari, mentre la copertura lichenica pu\u00f2 essere importante.<\/p>\n

\"16.<\/a>

16. Incisioni e segnali in micascisti eclogitici.<\/p><\/div>\n

Relativamente numerosi sono i casi di grosse coppelle sbrigativamente scalpellate e non rifinite. Vi sono comunque casi opposti di ricami leggeri su gneiss minuti. Coppelle, canalette, figure balestriformi, croci varie formano l\u2019essenziale del catalogo, ma la variet\u00e0 \u00e8 notevole, con una significativa percentuale di simboli religiosi cristiani. Innumerevoli incisioni si concentrano in quasi ogni villaggio delle zone di affioramento in bassa valle. Da segnalare ad esempio le complesse incisioni a cartina topografica in alcuni villaggi alti del comune di Gaby, dove affiorano metagranitoidi a grana fine. Meno appariscenti o meno conosciute sono le grandi rocce incise isolate o panoramiche.<\/p>\n

\"17.<\/a>

17. Incisione religiosa su micascisto del sistema Gran San Bernardo nei pressi di Vedun.<\/p><\/div>\n

Sui micascisti e gneiss minuti del sistema Gran San Bernardo (Val di Rh\u00eames, Valgrisenche, La Thuile, Artanavaz, Vertosan) sono documentate due stele e due lastre tombali di Saint Martin de Corl\u00e9ans, ma per ora poche significative incisioni rupestri risultano in bibliografia (coppelle alle Crotte Basse sopra V\u00e9tan, roccia affiorante con coppelle e canalette a Crozati\u00e8res sotto Saint Nicolas, masso in detrito a Feleumma di Rhemes-Saint-Georges, mascherone a Darbelley di Valgrisenche…).<\/p>\n

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Eclogiti<\/h3>\n

Assai conosciute sono le incisioni alle falde del Bec Renon, fra Piemonte e Valle d\u2019Aosta, praticate sulle durissime eclogiti basiche ad onfacite, granato, glaucofane, zoisite e fengite. La grana \u00e8 grossa, la patina scarsa, pochi i licheni, il segno praticato con straordinaria energia e destrezza sia sulle tavole del filetto (roccia a grana pi\u00f9 fine) che nei blocchi del grande \u201caltare\u201d o nelle coppelle in Comune di Donnas.<\/p>\n

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\"18.<\/a>

18. Lastra a coppelle in kinzigite della falda Dent Blanche al Beato Emerico di Quart.<\/p><\/div>\n

Altre rocce con incisioni<\/h3>\n

Le rocce antealpine della Falda Dent Blanche s.l.<\/em> presentano belle coppelle e canalette su grossi blocchi in detrito in Comune di Quart; si tratta di granuliti acide e basiche (paragneiss kinzigitici ed anfiboliti ad orneblenda) all’Eremo del Beato Emerico. Un complesso sistema di grandi coppelle e canalette si trova su un affioramento di micascisti quarzitici ricchi in clorite alla Croce di Fana. In Comune di Saint-Christophe tre grosse coppelle (la maggiore con diametro 40 cm e profondit\u00e0 20 cm) sono incise su affioramento di paragneiss della falda inferiore del Mont Mary.<\/p>\n

Molto varia come supporto d’incisioni \u00e8 la serie torbiditica Sion-Courmayeur, con facies calcaree e faces quarzo-micacee; su calcare sono documentate le incisioni sui massi tra Plan Praz e Youlaz (Pr\u00e9-St-Didier), datate fra XVII e XIX secolo (il masso con la “triple enceinte” di Plan Praz non \u00e8 datato).<\/p>\n

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Rocce su cui (per ora) non risultano incisioni<\/h3>\n

Le argilliti carboniose della Zona permocarbonifera assiale (ad es. Les Suches a La Thuile, o Cr\u00e9vacol) non si prestano alle incisioni; ma le facies pi\u00f9 arenacee che le accompagnano potrebbero benissimo accoglierle, come pure i grandi corpi quarzitici.<\/p>\n

Pi\u00f9 sorprendentemente, non mi sembra sia stata segnalata alcuna incisione su nessuno degli innumerevoli massi erratici in granito, provenienti presumibilmente dal Monte Bianco, che costellano il fondovalle ed i versanti fino a discrete altezze. A maggior ragione nulla \u00e8 segnalato sul Monte Bianco n\u00e9 sui massicci cristallini che affiorano in quota.<\/p>\n

Infine, qualche roccia\u00a0adatta ad essere incisa si annovera sicuramente fra i calcari giurassici e gli scisti argillosi dell\u2019Ultraelvetico ai piedi del Monte Bianco, ma per ora non ho notizia di ritrovamenti.<\/p>\n

\"19.<\/a>

19. Stele da Saint Martin de Corl\u00e9ans (Aosta) finemente incisa su marmo a silicati (bardiglio).<\/p><\/div>\n

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Per un solido inquadramento sulle incisioni rupestri alpine e notizie sugli studi:<\/p>\n

Soci\u00e9t\u00e9 Valdotaine de Pr\u00e9histoire et d’Arch\u00e9ologie<\/a><\/p>\n

Tracce Online Rock Art Bulletin<\/a><\/p>\n

Alcune informazioni sono tratte da:<\/p>\n

De Leo S. (2007) – Studio petrografico delle stele dell’area megalitica di Saint-Martin-de-Corl\u00e9ans. Bulletin d’Etudes Pr\u00e9historiques et Arch\u00e9ologiques alpines<\/em> XVIII, 33-40.<\/p>\n

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