{"id":3880,"date":"2015-08-03T17:13:22","date_gmt":"2015-08-03T15:13:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andarpersassi.it\/?p=3880#content"},"modified":"2020-04-14T11:20:25","modified_gmt":"2020-04-14T09:20:25","slug":"oceano-alpino-in-vda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andarpersassi.it\/oceano-alpino-in-vda\/#content","title":{"rendered":"L’Oceano che sta nelle nostre montagne"},"content":{"rendered":"
1. Ricostruzione geografica della zona fra Europa ed Africa circa 130 milioni di anni fa. Un braccio di mare con fondo oceanico si insinua fra le due placche continentali. Da Bousquet et al., 2012.<\/p><\/div>\n
Sempre pi\u00f9, nel corso di eventi scientifico-culturali o di gite a tema naturalistico, viene evocato l\u2019antico Oceano giurassico (circa 150 milioni di anni fa) come inizio della storia delle Alpi (figura 1)<\/em>. Naturalmente si parla di rocce, quindi s\u2019intende il fondo roccioso dell\u2019oceano.<\/p>\n <\/p>\n Viene dunque naturale guardarsi intorno per cercare di riconoscere questo famoso Oceano durante le nostre passeggiate alpine. Ma com\u2019\u00e8 fatto, ora come allora, il fondo di un oceano?<\/p>\n <\/p>\n 2. Rilevamento in 3D del fondo attuale dell’Oceano Pacifico. Le parti pi\u00f9 elevate sono in marrone, quelle in blu le pi\u00f9 depresse. Da Robert e Bousquet, 2013.<\/p><\/div>\n Il fondo dell\u2019oceano \u00e8 stato esplorato a partire dagli anni \u201970 del secolo scorso. Si \u00e8 scoperto che, dal punto di vista geodinamico, i fondi oceanici sono la parte pi\u00f9 attiva della superficie terrestre, che si rinnova continuamente, tanto che nessun oceano \u00e8 pi\u00f9 vecchio di 150-200 milioni di anni, mentre sui continenti troviamo rocce di oltre 3 miliardi di anni fa. I maggiori oceani terrestri sono attraversati da una lunga striscia vulcanica (figura 2) <\/em>lungo la quale le due parti del fondo si allontanano, man mano che viene eruttata della lava basaltica nelle fessure che vi si aprono. Inversamente, ai bordi esterni la placca oceanica tende a consumarsi sprofondando nel mantello terrestre, dove viene lentamente riciclata.<\/p>\n Tutta questa attivit\u00e0 rende il fondo oceanico relativamente standardizzato in ogni tempo e luogo, per cui si pu\u00f2 ricostruire una struttura tipica del fondo oceanico (figura 3)<\/em> e riconoscerla (intera o parziale) ovunque si trovi, anche fuori del suo contesto.<\/p>\n 3. Ricostruzione in sezione di una crosta oceanica tipica. Da Nicolas, 1990.<\/p><\/div>\n <\/p>\n <\/p>\n 4. La distribuzione delle rocce oceaniche all’interno Dunque, dal basso verso l\u2019alto, serpentinite, gabbri, basalti a cuscino e sedimenti fangoso-calcarei formano la serie di rocce tipiche della placca oceanica.<\/p>\n <\/p>\n Ora, che cosa possiamo trovare di questa serie nelle nostre montagne, per poter dire che stiamo camminando sull\u2019antico fondo dell\u2019oceano alpino?<\/p>\n 5. Sezione ideale della catena alpina occidentale. In blu le rocce derivanti dalla parte profonda della crosta oceanica (Zermatt), in azzurro quelle superiori (Combin). Da Schmid et al., 2004, modificato.<\/p><\/div>\n Tutto e niente allo stesso tempo. Tutto, perch\u00e9 effettivamente in una bella fascia all\u2019interno della catena alpina occidentale affiora un complesso di rocce riconducibili ai vari livelli della placca oceanica (figura 4)<\/em>. Niente, perch\u00e9 nessuna di quelle rocce \u00e8 pi\u00f9 nello stato in cui si \u00e8 formata sul fondo oceanico. Infatti nel tempo trascorso fra la creazione della placca oceanica e l\u2019affioramento attuale, la massa rocciosa \u00e8 stata per un certo periodo schiacciata da un peso enorme, corrispondente in alcuni punti a oltre 100 chilometri di altra roccia sovrastante. Forse tutta la storia delle Alpi, tutto il segreto dell\u2019altezza delle sue montagne sta in questo sprofondamento e in questa repentina risalita delle masse rocciose negli ultimi 70 milioni di anni (figura 5)<\/em>. Le famose \u201cpietre verdi\u201d traggono la loro origine proprio da questa vicenda. Dunque, andando per i monti alla ricerca delle nostre radici oceaniche, dobbiamo fare i conti con le trasformazioni della roccia e dei suoi minerali dovute alle grandi variazioni di pressione e temperatura a cui sono poi andate incontro.<\/p>\n 6. Tipico affioramento di peridotiti serpentinizzate, abrase dal ghiacciaio balteo pleistocenico. Il colore rossastro proviene dall’alterazione delle rocce ricche in ferro. Gole di Montjovet, Comune di Saint-Vincent.<\/p><\/div>\n 7. Breccia di pillows con alcuni cuscini di lava interi, 450 m ad ovest della Pointe Rousse (Vallone del Breuil, La Thuile). Foto Paolo Castello.<\/p><\/div><\/li>\n<\/ol>\n <\/p>\n 8. La spettacolare muraglia di cuscini di lava sovrapposti allo Chenaillet del Monginevro (Valle di Susa – Hautes-Alpes).<\/p><\/div><\/li>\n<\/ol>\n Sempre a questo livello, vi \u00e8 poi nelle nostre montagne una testimonianza oceanica curiosa e ben precisa: le miniere di rame e manganese. Tutte le nostre miniere di rame e manganese sono infatti originate alla sorgente sottomarina di acque termali circolate nella crosta oceanica in prossimit\u00e0 della dorsale vulcanica. Perfino i tubi naturali di metallo in cui l\u2019acqua calda scorreva sono stati trovati a vari livelli delle miniere (figura 9)<\/em>.<\/p>\n 9. Una testimonianza dalle nostre miniere alpine: una sezione in rame del tubo di una sorgente minerale idrotermale sul fondo dell’antico oceano, di cui \u00e8 raffigurato sulla destra un esempio attuale del Pacifico. Foto Ifremer.<\/p><\/div>\n <\/p>\n Per passare in rassegna un concentrato di tutta la crosta oceanica, non c’\u00e8 niente di meglio che gironzolare nel favoloso e tuttora indisturbato Vallone delle Cime Bianche, giustamente decretato Riserva Naturale Europea, che si trova ai piedi del Monte Rosa tra l’alta Val d’Ayas e la conca del Breuil in Valtournenche. Sul versante sinistro si concentrano le pietre verdi con serpentiniti e antichi basalti, sul versante destro s’innalzano ardite e panoramiche cime fatte di antichi sedimenti oceanici, inframezzate da una banda bianca dolomitica.<\/p>\n <\/p>\n<\/a>
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delle Alpi Occidentali. Da Marthaler, 2002.<\/p><\/div>\nCome riconoscere l’oceano nelle Alpi<\/h3>\n
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