{"id":568,"date":"2006-02-01T00:00:05","date_gmt":"2006-01-31T23:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.edoravea.it\/geoturismo\/?p=568"},"modified":"2020-04-14T02:25:00","modified_gmt":"2020-04-14T00:25:00","slug":"museo-delle-alpi-al-forte-di-bard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andarpersassi.it\/museo-delle-alpi-al-forte-di-bard\/#content","title":{"rendered":"Museo delle Alpi al Forte di Bard"},"content":{"rendered":"
La Valle dal Forte<\/p><\/div>\n
Non me ne vogliano gli appassionati puri e duri di geologia se, sullo slancio, mi dilungher\u00f2 un pochino sul fenomeno Forte di Bard in generale. Il fatto \u00e8 che chi ama veramente la montagna finora era stato costretto ad intenerirsi sempre su relitti, su sopravvivenze stentate, su ruderi di una civilt\u00e0 che fu. Tutto quello che era nuovo, grande e appariscente in montagna era, lasciatemelo dire, estraneo allo spirito della montagna: grandi funivie, grandi parcheggi, lunghe strade che violentano le foreste, grigie \u201cstalle modello\u201d copiate forse dalle pianure del mid-west. Per la prima volta, a Bard qualcosa di grandioso, sapiente e moderno arricchisce la montagna. Forse gli uomini, sia pure umilmente riattando vecchie strutture, sono ancora in grado di produrre paesaggio in montagna. Con questa speranza in cuore anche le magagne e le inadeguatezze dell\u2019allestimento museale passano in seconda linea. Magagne e inadeguatezze probabilmente dovute in ultima analisi alla scelta (obbligata, da capitolato d\u2019appalto) di presentare un\u2019antologia delle Alpi, con contenuti esposti orizzontalmente e non organizzati in un cammino di progressione e di maturazione. A dire il vero, questa carenza doveva esser presente agli organizzatori, che hanno cercato ovviarvi dando un senso al percorso tramite il passaggio dal buio iniziale alla luce finale, ma la cosa risulta un po\u2019 tirata per i capelli. Poco male, perch\u00e9 alla fine del percorso si respira contenti fra immensi, solidi muri e rassicuranti roccioni che sbucano da ogni parte, e non si ha affatto l\u2019idea di aver perso n\u00e9 tempo n\u00e9 denaro.<\/p>\n
E veniamo alla saletta geologica del museo delle Alpi. Ecco il Cervino a tre dimensioni, con giochi di luce ma nudo e crudo: persa una ghiotta occasione di proiettare con luci colorate, ad una certa fase del ciclo di illuminazione, i classici segni strutturali, pur ben visibili al naturale (fronte di scorrimento della falda africana, vistoso contatto dei gabbri alla Testa del Leone…).<\/p>\n