{"id":615,"date":"2009-12-01T00:00:59","date_gmt":"2009-11-30T23:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.edoravea.it\/geoturismo\/?p=615"},"modified":"2021-02-15T22:47:17","modified_gmt":"2021-02-15T21:47:17","slug":"andar-per-sassi-le-rocce-alpine-fra-natura-e-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andarpersassi.it\/andar-per-sassi-le-rocce-alpine-fra-natura-e-cultura\/#content","title":{"rendered":"Andar per sassi \u2013 le rocce alpine fra natura e cultura"},"content":{"rendered":"
Ebbene s\u00ec, l\u2019ho fatto. Ho ceduto al fascino d\u00e9mod\u00e9 della carta stampata, ho scritto un libro<\/a>. Di geologia. Sulle rocce alpine.<\/p>\n Apparentemente, quanto di pi\u00f9 banale si possa immaginare. Ma mi era necessario per offrirmi in qualche modo ai tanti amici che ho portato in giro per le montagne, o che mi hanno sopportato durante le escursioni. Ed anche per confrontarmi con i geologi che mi hanno fatto gioire e soffrire lungo tutti questi anni. Gioire per la genialit\u00e0 delle ricerche, delle interpretazioni, degli scenari proposti. Soffrire per la loro difficolt\u00e0 a comunicare, a proporsi culturalmente ad un pubblico non specialistico.<\/p>\n Ho avuto voglia di dire che la geologia alpina \u00e8 ricchezza culturale. Che usa e propone una prospettiva temporale originale e rilassante. Che \u00e8 profondamente radicata negli oggetti del territorio, della civilt\u00e0 alpina. Ho voluto tradurre in linguaggio pedestre concetti apparentemente complicati, mettendo le faglie mioceniche a fare palestre di arrampicata ed a costruire castelli medievali ben isolati sulle loro rocche a picco, dicendo che il metagabbro a smaragdite \u00e8 piaciuto all\u2019incisore neolitico di coppelle, dimostrando che i massi erratici di granito, ben squadrati, fanno comodo a chi costruisce villaggi nel paese dove affiora solo l\u2019inaffidabile serpentino.<\/p>\n Ho invece detto niente dei dissesti, delle alluvioni, della protezione civile. Basta con l\u2019equazione geologia uguale disastro. E poi ho voluto farla finita con il pennidico e l\u2019austroalpino, con l\u2019ultraelvetico e il subbrianzonese. Nomenclature ancora utili in certi ambiti specialistici, ma da dimenticare quando si parla con il compagno di gita, a cui invece potrebbe interessare se la roccia \u00e8 buona per piantarci un chiodo, o se si possono trovare dei fossili.<\/p>\n Queste cose secondo me vanno dette anche per iscritto. In un libro. Perch\u00e9 si possano leggere nei momenti di totale relax, nella natura all\u2019ombra tenue di un larice, o nella poltrona di casa accanto alla finestra, aspettando che la pioggia finisca.<\/p>\n — Francesco Prinetti <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<\/a><\/p>\n
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