Himalaya mon amour

Per chi vive nelle Alpi, è speciale l’approccio con le montagne himalayane. Percorrendo le lunghe valli, il montanaro urbanizzato de chez nous si ritrova di fronte, rispecchiate nei vivaci villaggi himalayani, le grandi scelte operate sul territorio alpino nel secolo passato: il turismo, le infrastrutture, la meccanizzazione. Ricordandosi delle tradizioni in quel tempo venute meno, il nostro montanaro inevitabilmente medita sulle incoerenze della sua storia recente, sugli impegni storici che non ha mantenuto e sulle banalizzazioni in cui è caduto. La sua prima reazione è la rimessa in discussione delle priorità, tanto personali che collettive: l’Himalaya da molto tempo è luogo di rivelazione dei valori umani che l’Occidente ha trascurato o dimenticato.

01. Ritorno dal pascolo. Pochi capi per ogni azienda di allevamento; malgrado il ponte tibetano si riconoscono affinità con la situazione alpina di qualche decennio fa.
01. Ritorno dal pascolo. Pochi capi per ogni azienda di allevamento; malgrado il ponte tibetano si riconoscono affinità con la situazione alpina di qualche decennio fa.

Ma poi il nostro ruolo di esploratori geologici ci fa ritornare al territorio. Nelle lunghe valli himalayane è dunque in atto il confronto fra una forte cultura tradizionale montana, e una modernizzazione che viene dall’esterno, essenzialmente spinta dal turismo. La quale annovera risultati per ora modesti e sovente maldestri, come l’introduzione di qualche centrale idroelettrica funzionante a singhiozzo, l’inquinamento dei corsi d’acqua, le tensioni sul mercato locale degli approvvigionamenti per il turismo. Su molta parte del territorio poi incombono lavori di infrastrutture più o meno strategiche per le grandi potenze asiatiche.

05. Lavaggio alla fontana, fra cani e galline. Ma l'acqua sarà pulita?
02. Lavaggio alla fontana, fra cani e galline. Ma l’acqua sarà pulita?

L’adozione di un modello esterno di sviluppo economico porta dolorose trasformazioni ai fondovalle himalayani: sbancamenti, capannoni, bidoni, rifiuti di plastica. Ma nel paesaggio himalayano d’altitudine, nelle valli meno frequentate e, in qualche modo, anche nei fondovalle frequentati si coglie ancora la forte impronta della civiltà tradizionale. Il visitatore alpino riconosce alcuni tratti universali di questa civiltà, che cerchiamo di illustrare qui di seguito. E naturalmente come coinquilino delle terre alte del Pianeta il nostro montanaro trema per la capacità di questo sistema tradizionale di resistere al degrado culturale e materiale del territorio.

06. Al mulino.
03. Al mulino.

Adeguarsi al modello economico esterno però può non significare necessariamente la distruzione della cultura originale, ma potrebbe incoraggiare la ricerca di una sintesi, con evoluzione positiva. Questo approccio ottimistico ci è ora autorizzato dalla serie di crisi planetarie innescate dal modello di sviluppo adottato e diffuso dalle economie avanzate. In particolare il blocco delle attività per pandemia ha forti ripercussioni sugli equilibri che guidano la modernizzazione del paese. Le crisi che attraversiamo forse stanno determinando una maggiore consapevolezza (o una maggiore debolezza?) nei confronti dei sistemi tradizionali, portatori di forti valori universali.

02. Il bivio per l'Annapurna. Valli come le nostre, con boschetti e terrazze alluvionali, ma senza strade carrozzabili.
04. Il bivio per l’Annapurna. Le valli sono come le nostre, con boschetti e terrazze alluvionali, ma senza strade carrozzabili.
03. Sulla parete rocciosa, operai cinesi all'opera per costruire una delle strade strategiche per dare al Tibet uno sbocco al mare.
05. Sulla parete rocciosa, operai cinesi al lavoro per costruire una delle strade strategiche destinate a dare al Tibet uno sbocco al mare.
04. Non sono i funghi in pietra a tener su i rascard, ma le palafitte a sollevare l'abitazione. Sotto sostano gli animali.
06. Non sono i funghi in pietra a tener su i rascard, ma le palafitte a sollevare l’abitazione. Sotto sostano gli animali.
07. La disseminazione sul territorio di edifici e simboli religiosi riflette esattamente la situazione alpina dalla controriforma in poi.
07. La disseminazione sul territorio di edifici e simboli religiosi riflette esattamente la situazione alpina dalla controriforma in poi.

La nostra spedizione aveva come obiettivo di evidenziare le differenze fra la catena alpina e quella himalayana dal punto di vista dei processi geologici che ne reggono l’evoluzione. In effetti il loro funzionamento è assai diverso, e assai utile è l’immergersi nella loro geodiversità per allargare i propri orizzonti.

10. Il pubblico locale è assai interessato alla interpretazione geologica del paesaggio...
08. La nostra missione è quella di studiare la geologia dell’Himalaya in rapporto alla catena alpina. Il pubblico locale è assai interessato alla interpretazione geologica del paesaggio…
08. Come le Alpi, l'Himalaya è una catena collisionale (India-Tibet), ma il suo funzionamento è diverso. In particolare molta crosta tibetana viene espulsa di lato creando Cina e Indocina. I processi sono molto più attivi che sulle Alpi, con devastanti terremoti.
09. Come le Alpi, l’Himalaya è una catena collisionale (India-Tibet), ma il suo funzionamento è diverso. In particolare molta crosta tibetana viene espulsa di lato creando Cina e Indocina. I processi sono molto più attivi che sulle Alpi, con devastanti terremoti.
09. E vediamo cosa c'è sotto. Questa è una sezione nord-sud della catena fra Everest e Annapurna. La crosta indiana si stacca in profondità e riappare in rilievo fra la sommità della catena e la piana del Gange.
10. E vediamo cosa c’è sotto. Questa è una sezione nord-sud della catena fra Everest e Annapurna. La crosta indiana si stacca in profondità e riappare in rilievo fra la sommità della catena e la piana del Gange.
11. Attraversiamo la fascia di scorrimento della crosta indiana in sollevamento a seguito della collisione con la litosfera tibetana.
11. Attraversiamo la fascia di scorrimento della crosta indiana in sollevamento a seguito della collisione con la litosfera tibetana.
12. Rocce della crosta indiana trasformate ad alta pressione e alta temperatura nella collisione profonda prima di risalire in superficie a formare le rocce cristalline dell'alto Himalaya.
12. Rocce della crosta indiana trasformate ad alta pressione e alta temperatura nella collisione profonda prima di risalire in superficie a formare le rocce cristalline dell’alto Himalaya.
13. A nord della catena cristallina dell'alto Himalaya si può dire che siamo geologicamente in Tibet, paese dei grandi spazi e dei grandi spostamenti.
13. A nord della catena cristallina dell’alto Himalaya si può dire che siamo geologicamente in Tibet, paese dei grandi spazi e dei grandi spostamenti.
14. Di buon mattino, ci si avvia al lavoro verso l'alta valle, dove più numerosi sono i turisti.
14. Di buon mattino, ci si avvia al lavoro verso l’alta valle, dove più numerosi sono i turisti.
15. Vita di villaggio già un po' in stile tibetano.
15. …le scale che salivano sui tetti erano scavate nei tronchi come piroghe. Io e Remigio andammo a studiarle con l’idea di costruirne una al nostro ritorno… (Paolo Cognetti, Senza mai salire in cima, Einaudi 2017).
16. Ed eccoci in un tipico villaggio del Mustang, grande ed accogliente.
16. Ed eccoci in un tipico villaggio del Mustang, grande ed accogliente.
17. Siamo alle porte del grande altopiano tibetano. Una miriade di orti e campicelli cerca ora di nutrire anche la marea dei turisti oltre ai residenti.
17. Siamo alle porte del grande altopiano tibetano. Una miriade di orti e campicelli cerca ora di nutrire anche la marea dei turisti oltre ai residenti. Nonostante gli altiporti, gli approvvigionamenti dall’esterno sono ancora difficili.
18. Campi ed orti sono strappati ai valloni detritici incisi nella Successione Sedimentaria Tibetana, enorme spessore di sedimenti marini provenienti dal mare che stava fra India e Tibet prima della collisione.
18. Campi ed orti sono strappati ai valloni detritici incisi nella Successione Sedimentaria Tibetana, enorme spessore di sedimenti marini provenienti dal mare che stava fra India e Tibet prima della collisione.
19. Basta una pioggia intensa e lo sforzo dei contadini viene sepolto sotto metri di fango.
19. Basta una pioggia intensa e lo sforzo dei contadini viene sepolto sotto metri di fango.
20. Si supera la zona detritica portandosi oltre quota 3000 metri.
20. Si supera la zona detritica portandosi oltre quota 3000 metri.
21. Ritroviamo così i villaggi del Mustang e riprendiamo contatto con la catena cristallina.
21. Ritroviamo così i villaggi del Mustang e riprendiamo contatto con la catena cristallina.
22. L'aratura qui è un rito accompagnato da canti melodiosi che ritmano le giravolte dell'aratro.
22. L’aratura qui è un rito accompagnato da canti melodiosi che ritmano le giravolte dell’aratro.
23. A fine aratura si sparge il concime e si accende il focherello propiziatorio.
23. A fine aratura si sparge il concime e si accende il focherello propiziatorio.
24. Villaggio agricolo sempre nel Mustang, un po' fuori mano rispetto ai percorsi turistici.
24. Villaggio agricolo sempre nel Mustang, un po’ fuori mano rispetto ai percorsi turistici.
24. Un terrazzo morenico viene adattato a campo arabile.
25. Un terrazzo morenico viene adattato a campo arabile. Anche ai buoi viene lasciata libertà di curiosare a valle.

7 commenti

  1. MariaPia Simonetti
    MariaPia Simonetti at |

    Ho viaggiato volentieri. Grazie!

    Reply
  2. MARIO A. TIBERI
    MARIO A. TIBERI at |

    I grandi spazi ci aprono soprattutto gli occhi e la mente, tanto soffocata dalle quotidiane vicende che ci opprimono. Grazie.

    Reply
  3. Mario
    Mario at |

    Un bel racconto accompagnato da belle foto,di facile lettura, complimenti. Mario

    Reply
  4. PATRIZIA PEROTTI
    PATRIZIA PEROTTI at |

    Mi ha fatto sognare…molto interessante !Grazie grazie.
    Patrizia

    Reply
  5. Italo Verthuy
    Italo Verthuy at |

    Interessantissima panoramica geologica/etnica. Grazie e Buone Feste

    Reply
  6. Claudia GANZ
    Claudia GANZ at |

    Spunti sempre interessanti!
    Grazie mille.
    Claudia

    Reply
  7. Cesarina Reboulaz
    Cesarina Reboulaz at |

    Bellissima ed intetessantima relazione. Tantissime grazie.

    Reply

Leave a Reply